11 settembre 2012

Dieci diritti dei lettori.


I. il diritto di non leggere;

II. di saltare le pagine;

III. di non finire un libro;

IV. di rileggere;

V. di leggere qualsiasi cosa;

VI. di leggere senza regole;

VII. di leggere ovunque;

VIII. di spizzicare;

IX. di leggere a voce alta;

X. di tacere

Un sacco di volte mi sono presa il diritto di non leggere. Libri che dovevano essere letti, libri che erano sulla bocca di tutti ma sentivo che non erano per me. E ho deciso che non potevo perdere tempo quando c'era davvero tanto ancora che mi aspettavo. Ebbene si, salto le pagine soprattutto se l'autore mi fa lo sgarbo di scrivere un libro con tremila descrizioni che non aggiungono nulla alla trama ma la appesantiscono inutilmente. Mia madre era un tipo che se iniziava un libro doveva per forza finirlo anche se non le piaceva. Ma perché, mi sono chiesta. L'unica cosa che mi manca è la lettura a voce alta. Semplicemente perchè non mi piace la mia voce, soprattutto quando leggo.

4 commenti:

Giampaolo ha detto...

Weh!
Io non sono un buon lettore di libri...
al massimo leggo biografie di musicisti oppure qualche libro scientifico....
però per saltare pagine bisogna avere esperienza, bisogna andare nella pagina giusta...giusto?
Bè a quel punto manderei un email allo scrittore per chiedergli il perchè di quelle pagine in più....
Ciao!

Krishel Mir ha detto...

Non credo ci voglia avere esperienza per saltare le pagine, semplicemente un colpo d'occhio. Vai avanti con le pagine, dando una scorsa rapida finchè è finita la scena troppo lunga.
E non tutti gli scrittori danno la possibilità di essere contattati direttamente.

Alice Lidden ha detto...

Sono una lettrice avida, maltratto i miei libri anzi ci maltrattiamo, gli faccio le orecchie, gli spezzo la schiena per tenerli con una mano sola, smetto di leggerli, li rileggo, li abbandono sulle panchine se non mi piacciono (Desmond Morris e Augias faranno presto questa fine), li recupero dalle panchine se di mio gusto. Pennac e' tra i miei preferiti, anzitutto perche' si ispira a Una banda di idioti, semi sconosciuto capolavoro, e poi per il suo accettare che i lettori possiedono un libro piu' degli stessi autori. Ah, non li presto e non li prendo in prestito, mi sembra un gesto da club prive'.

Krishel Mir ha detto...

Io i libri che leggo li prendo in prestito nelle varie biblioteche comunali della città in cui vivo. E'capitato di riceverne in regalo ma molto raramente.