16 ottobre 2012

Waving from windows



La viaggiatrice silente per un breve istante si è lasciata ospitare in una dimora che non conosce. La gente che vi abita è maestra nell'arte di far sentire a proprio agio i viandanti che passano di lì e hanno bisogno di un posto dove fermare il cammino. Se le avessero chiesto da quanto tempo lei stesse viaggiando, non avrebbe saputo cosa rispondere. Sembrava che stesse viaggiando da una intera vita. Aveva trovato quella dimora mentre cercava riparo da una tempesta di neve. Solitamente lei amava la neve, amava vedere come le città sembravano riguadagnare una sorta di purezza come non era possibile vedere nel resto dell'anno.
Nessuno le aveva chiesto nulla, sembrava che non ci fosse anima viva in quella casa, a parte lei. Aveva trovato il camino accesso, la stanza bella calda e del cibo sul tavolo come se fosse stato appena preparato.
La viaggiatrice silente si era appena rifocillata e stava sorseggiando una tazza di the caldo mentre si era seduta su un pezzo di marmo costruito sotto la grande finestra. Era abbastanza ampio da potersi sedere e una coperta era li. Aspettava solo con qualcuno si sedesse e si avvolgesse con quella coperta. La viaggiatrice silente raccolse l'invito, portò con se la tazza ricolma di liquido fumante e cominciò a godersi lo spettacolo della neve che cadeva copiosa. Ogni tanto passava la mano sul vetro e accennava un debole saluto ma sapeva che nessuno avrebbe ricambiato. Era un'estranea li, nessuno la conosceva. Rivolse una pigra occhiata  alla stanza, il fuoco era ancora acceso e la bevanda stava facendo il suo effetto, regalandole un confortante tepore al suo corpo ma soprattutto alla sua anima stanca.
Gli occhi stavano per richiudersi. Un ultimo cenno di saluto al suo riflesso e all'improvviso, quando meno lei se l'aspettava, il riflesso le ricambiò il saluto.
Una voce lontana, quasi impercettibile sussurrò:

.... Somebody knew you....

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