30 dicembre 2012

E luce fu...

Recensire un disco di Brian Eno è un'impresa difficile. Un po' perchè è difficile riassumere in poche parole la sua sterminata e variegata carriera di sperimentatore di suoni e di atmosfere, un po' perchè si tratta di opere impalpabili, quasi sfuggenti ad ogni possibile descrizione. Lux non fa eccezione. Si tratta di un disco diviso in quattro tracce dall'atmosfera rarrefatta, impalpabile. Lux è stato creato come sonorizzazione dell’installazione “Music for the Great Gallery of the Palace of Venaria” a Torino. Si tratta di un disco in cui suoni e silenzio hanno la loro importanza. Tutto sapientemente centrato su una costruzione di note e silenzio, atmosfere create con il sintetizzatore intervallate da leggeri tocchi, colori dati dalla strumentazione canonica. Si tratta di un'esperienza sonora davvero intensa, fatta per l'anima ricettiva e sensibile a questo tipo di operazione, un'opera dal piglio decisamente molto introspettivo. Per persone musicalmente molto aperte.

2 commenti:

Silvietta ha detto...

Già quando sento parlare di sperimentazioni su musica, silenzio ed introspezione mi viene voglia di saperne di più.
Bella recensione cara.
Vedrò di trovarlo

Krishel Mir ha detto...

Occhio che non è un disco facile. Ma Brian Eno è veramente il padre di questo tipo di sperimentazione.