29 giugno 2013

Invito a cena con delitto


In una tetra e nebbiosa serata, cinque vetture si dirigono al castello di Lionel Twain, milionario eccentrico e misterioso. Sono i cinque più grandi investigatori viventi, invitati per il fine settimana con i rispettivi accompagnatori: Sidney Wang e suo figlio Willie, Dick Charleston e sua moglie Dora, Milo Perrier e il suo autista Marcel, Sam Diamante e la sua segretaria Tess, Jessica Marbles e la sua infermiera. Film del 1976 con un cast stellare: Alec Guinness, David Niven, Truman Capote nell'unica apparizione cinematografica, Peter Sellers, Maggie Smithe e Peter Falk. Voi già sapetedel mio amore per quest'attore che è aumentato a dismisura ieri sera quando ho sentito la sua voce originale. Ebbene si, la visione di questo film è stata effettuata in originale con i sottotitoli ed è stata una goduria infinita. Primo per il piacere di sentire la varietà di accenti, varietà voluta per rimarcare la diversità di provenienza geografica dei vari detective, varietà che si è un po' persa nel doppiaggio italiano, secondo per i giochi di parole che ovviamente si sono persi nella traduzione. Il film è volutamente una parodia della letteratura noir e gialli. Diventa palese quando uno dei protagonisti, il detective Milo Perrier, afferma: "non sono francese, sono belga". Frase che Poirot ripeteva spesso nei libri di cui era protagonista. Sam Diamond vuole essere la parodia dei dectective dei libri noir un misto tra Sam Spade e Richard Diamond, il cinese rimanda a Charlie Chan e Jessica Marble è ovviamente la parodia di Miss Marple. Alla fine del film c'è anche una critica agli autori e lascia gli spettatori con l'amaro in bocca perchè realmente non abbiamo la soluzione del caso. Non sappiamo chi è stato e credo che non sia importante. E' un bel film, recitato splendidamente da tutti, divertentissimo da matti. Se non l'avete ancora visto, recuperatelo. Se l'avete già visto e avete bisogno di ridere, guardatelo.

27 giugno 2013

Brain

Sito ufficiale: http://www.wowscienza.it/in-mostra/brain/
Orari d'apertura:
    Lunedì 24 giugno dalle 10 alle 19
    Da martedì a venerdì dalle 10 alle 18.
    Sabato e domenica dalle 10 alle 19.
Costi: 8 € Adulti 7 € Ragazzo (4/12 anni) Gratis Bambini dai 0 ai 4 anni Ridotto 7 €, scuole o gruppi (minimo 25 persone + 1 in omaggio) obbligo prenotazione.

Molto spesso mi piace fare la turista in casa mia e aprofittarne per vedere le mostre che Genova offre in questo periodo. Sapevo dell'esistenza di questa mostra da diverso tempo ma solo ieri mi sono decisa ad andarla a vedere. E' una mostra interamente dedicata al cervello umano sviluppata in due piani (e un terzo solo adibito ai laboratori per la scuola). Se avete la possibilità di farvi accompagnare da una guida è meglio. Sono tutti ragazzi giovani, con la mente fresca e con la capacità e la volontà di riuscire a spiegare in parole semplici quello che si va a vedere. La mostra offre uno spaccato abbastanza semplice ma comunque affascinante di come funziona la nostra mente. Il primo piano è maggiormente centrato sulla fisiologia, con confronti anche tra il cervello umano e vari esempi dal mondo animale. Viene riportato anche il famoso caso di Phineas Gage (se siete interessati cliccate sul nome) e ci sono anche riportati alcune illusioni ottiche, forse un po' poche per i miei gusti, per far capire come lavora il nostro cervello. Il secondo piano invece è più dedicato a come allenare la mente, a quali sono le varie malattie e alle dipendenze e al mondo onirico. In realtà avrei gradito un maggiore sviluppo della mostra sull'elaborazione delle percezioni, sulle illusioni ottiche e ovviamente sui sogni. Mi è sembrato davvero esiguo dedicare a una materia così vasta e caleidoscopica un bugigattolo con due video di cui uno non funzionava mai. Però tutto sommato non è stata male e chissà che non possa essere ampliata e modificata. Se vi trovate a Genova e avete voglia di andarci, fatelo.

25 giugno 2013

So Long, Richard.

Mi sento sempre più sola. Quando se ne vanno gente come queste, scrittori grandissimi come questi, non vi nascondo di sentirmi sola. Perchè si tratta di quei geni che ne nasce uno ogni eone e purtroppo, soprattutto nel suo genere, non c'è rimpiazzo. Richard Matheson fa parte dei nomi classici della letteratura di anticipazione. Lo vedrete ricordato per Io sono Leggenda o Duel. Pochi si ricorderanno di Tre millimetri al giorno o di Regola per sopravvivere o ancora Nato di uomo e di donna. La sua scrittura era raffinata, sapeva creare tensione con poco. Inoltre ha anche collaborato alla sceneggiatura di diversi episodi della serie Ai confini della realtà, serie che ritengo l'abc, la base portante di tutte le serie di fantascienza esistenti ora. Ci mancherà la tua voce e la tua penna.

23 giugno 2013

Spotify


SITO: https://www.spotify.com/it/
PRO: Tanta musica, di vario genere. E man mano stanno cercando di arricchire il catalogo. Playllist personalizzabili. Puoi scegliere se per genere oppure creare delle playlist di un disco. Inoltre ha la funzione comparativa. Per ogni artista trovi una serie di altri artisti dello stesso genere o quasi. Spotify può essere usato sul pc e da quel che so anche su altri dispositivi.
CONTRO: la pubblicità. Ogni tot la devi subire. E' il prezzo di avere il programma in prova gratuita.

Tanto tempo fa esisteva la radio di Last.fm che gratuitamente ti faceva scoprire un sacco di musica interessante a partire dai tuoi gusti musicali. Poi però hanno deciso di metterla a pagamento e il sogno è finito. Poi è arrivato Spotify che è una manna dal cielo per gente come me sembra alla ricerca di nuove scoperte musicali. Il catalogo è di tutto rispetto. Ci sono delle lacune (tipo di Peter Gabriel c'è solo l'ultimo disco orchestrale), questo è vero ma in genere ci trovi veramente di tutto e fai scoperte che non pensavi poterle fare. Puoi seguire quello che ascoltano i tuoi amici e provare ad ascoltarli anche tu. Puoi suggerire loro un ascolto, condividere quello che ascolti sia su facebook che su twitter. L'archivio di spotify viene utilizzato anche nei post di Tumblr. Unica nota negativa è la pubblicità. Però anche nelle radio commerciali c'è la pubblicità e la playlist non la decidi tu. Se siete musicalmente curiosi come me, dategli un'occhiata.

22 giugno 2013

All change!


Ho avuto una bella sorpresa tornando nel mio blog oggi: in poche parole evidentemente il sito da dove avevo preso il mio template ormai è morto e quindi ho dovuto cambiare tutto. L'immagine che vedete qui sopra è lo sfondo ed è opera di una mia grandissima amica e dama della fotografia: Riyueren. Tutto è nato da una nostra conversazione in cui dicevo che avrei voluto qualcosa a base d'acqua. Ho visto quest'immagine e ho pensato: io non ho mai avuto un blog viola quindi potrebbe essere il momento giusto per farlo. Detto fatto. Ho ancora alcuni cambiamenti da fare e scusatemi se ci metterò un po' per farli. Tutto questo mi ha riportato indietro nel tempo quando smanettavo per fare i miei template. Rimpiango un po' quei tempi sinceramente. Quindi welcome to Krishel's house new version.

19 giugno 2013

Musica



Shiomi Kazunori è uno psicanalista che lavora nella grande Tokyo. Il suo studio attira i clienti più disparati, ma quello di Reiko Yumikawa è il caso che riesce ad affascinarlo più di ogni altro. Reiko è una giovane donna elegante, una bellissima bambola pura e fredda che, appena giunta nello studio di Shiomi, annuncia la natura del proprio problema: non riesce a sentire la musica. Come si scoprirà più avanti nella storia in realtà per la paziente la musica è il corrispettivo simbolico dell'orgasmo e la malattia di reiko ha radici profonde nel passato così come solo può essere per gli esseri umani. Il libro è un viaggio sia all'interno della psiche umana, e in particolare quella femminile, sia anche uno spaccato della storia della psicoanalisi di quel momento. Nonostante questo è un romanzo semplice, sembra quasi un giallo e si legge in maniera abbastanza tranquilla nonostante la tematica e le infinite ombre che l'autore tratta. L'autore ricorre a uno stratagemma abbastanza conosciuto nella letteratura: quello del manoscritto ritrovato tra le carte dello psicologo, figura realmente esistente. Tutto sommato è stata una lettura interessante.

11 giugno 2013

Le guide del tramonto, Polvere di Luna, Incontro con Rama


Quando il mio rapporto con la lettura diventa complicato ritorno alla fantascienza. Ai classici della fantascienza e Clarke è uno di quei nomi per cui si pensa istantaneamente a un classico. E' un libro composto di tre romanzi di impianto diverso.
Le guide del tramonto si apre con il primo contatto dell'uomo con una civiltà evoluta, che chiamano Superni. I Superni prendono possesso della Terra in maniera non cruenta, e nonostante tutti i tentativi da parte dell'uomo di mettere in discussione la loro dominazione, loro continuano il loro disegno fino alla fine. In realtà questa è una dominazione che porta apparenti benefici all'uomo: di fatto si assiste alla cessazione di ogni tipo di conflitto, le risorse sono disponibili facilmente per tutti gli abitanti del pianeta, tanto che sono distribuite gratuitamente. Si assiste pian piano al declino. L'autore sostiene che mancando i conflitti, manca anche la spinta creativa che ha generato le opere migliori dell'uomo. E nella seconda metà del libro scopriamo che i Superni non sono poi così superiori a noi, che condividono con noi la sorte di trovarsi di fronte a una barriera insormontabile. E c'è il finale che non vi racconto che sinceramente temo di non aver capito.
Polvere di Luna rispetto al precedente è di impianto più canonico. E' ambientato in un futuro in cui gli uomini vanno a visitare la Luna come gita turistica. Succede l'imprevedibile e l'equipaggio della Selene si trova faccia a faccia con l'eterna battaglia dell'uomo contro il tempo per la sopravvivenza. Una battaglia che lascerà il segno in chi l'ha combattuta, che cambierà per sempre la vita dell'equipaggio e dei passeggeri.
Incontro con Rama si svolge nel ventiduesimo secolo dove , dopo un impatto catastrofico avvenuto sessant'anni prima, l'umanità scruta con attenzione il cielo, osservando con cautela gli asteroidi che potrebbero causare una nuova catastrofe. Così, quando un nuovo oggetto celeste, proveniente da fuori il Sistema Solare, appare, viene immediatamente avvistato e catalogato. Esaurite quelle grecoromane, lo si battezza col nome di una divinità indiana: Rama. Ma Rama non è un asteroide. È invece un enorme oggetto artificiale alieno. La sua orbita lo porterà a sfrecciare attraverso il Sistema, passando vicinissimo al Sole per poi allontanarsi definitivamente. Non c'è il tempo di organizzare una spedizione; solo un'astronave, l'Endeavour (dal nome del dell'antico vascello dell'esploratore Cook) si trova casualmente già in una posizione idonea a poter intercettare il misterioso oggetto. Il compito di studiare Rama toccherà quindi all'equipaggio di questa nave "qualunque". (Trama tratta da Terre di confine) Qui l'autore ha voluto mettere l'accento sulla tematica dell'esplorazione, edi limiti del genere umano con un avvertimento: non facciamo tanto gli arroganti. Noi pensiamo di essere al centro dell'universo quando in realtà le cose stanno diversamente.
Riassumendo in breve: Il primo è molto bello anche se il finale è atroce, il secondo pure e ha un finale tutto sommato migliore. Un po' scontato, forse, ma non male. Il terzo mi ha annoiato a morte e non vedevo l'ora di finirlo.