18 ottobre 2013

Di tutte le ricchezze

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall'arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d'arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L'apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer.  (Trama presa da ibs) La capacità di questo autore è di raccontare la vita attraverso situazioni surreali. Il libro è costellato di personaggi curiosi come Vudstock oppure i vari animali con cui Martin chiacchiera di tanto in tanto. Non viene risparmiato nulla e nessuno nella descrizione del mondo di paese e di certe dinamiche che, sono sicura, ci richiamano situazioni che ben conosciamo. La cosa che però mi ha colpito di più di tutta questa storia oltre alla decisione che, grazie a Michelle, Martin capisce che il suo autoesilio era ormai finito, è il finale del libro. Martin o meglio Stefano Benni si rivolge direttamente a noi lettori trovando parole e immagini che noi appassionati conosciamo benissimo. E' quello che ci accomuna ed è la bellezza di questo curioso oggetto chiamato libro.

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