1 ottobre 2013

Un'altra giovinezza

Romania: Dominic, anziano linguista rumeno all'epoca dell'invasione nazista, è ossessionato dallo studio del linguaggio e dal ricordo della sua amata Laura, morta di parto molto tempo prima. Una sera viene colpito da un fulmine e da quel momento la sua vita cambia completamente. Ho volutamente scritto queste brevi righe della trama perchè se avessi detto di più, avrei rischiato di fare arrivare il messaggio sbagliato, o ancora di dare un'idea diversa e del tutto errata del film. In giro troverete recensioni redatte da chi ha accostato questo film a Inland Empire di David Lynch e, in un certo senso, non è un paragone azzardato. E' come se Coppola e Lynch avessero fatto una lunga chiacchierata sull'uomo, sul cinema, sul linguaggio e questo film non fosse altro che il risultato di quella chiacchierata. E' un Coppola diverso: più onirico, meno legato alla struttura solita della narrazione. Abbiamo certo comunque una storia ma il divario tra sogno e realtà diventa impalpabile sancito anche da un uso sapiente e personale della macchina da presa. Ci sono delle sequenze di una rara bellezza, sequenze che solo un maestro come Coppola avrebbe potuto girare. E' un film centrato sul linguaggio, sul potere della parola, su come questa riesce a passare indenne attraverso il tempo e lo spazio. E' anche un film centrato sulla scelta. Dominic si troverà di fronte alla devastante scelta tra continuare la propria opera sul linguaggio arrivando a lambirne le origini - e di fatto così diventare dio - e salvare la vita della donna che ama. Dominic è un uomo e, come tutti noi ha una grande domanda che continua a permeare la sua vita e diviene la sua ossessione principale. E alla fine riesce a trovare la sua risposta, una risposta che può essere compresa soltato da lui, una risposta che il regista sceglie rispettosamente di non mostrarci. Perchè è la risposta di Dominic e sua soltanto, impossibile da conoscere per i vivi. Se vi piacciono le esperienze e i film fuori dal comune, ve lo consiglio.

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