14 giugno 2014

La legge dei nove

Mi sono posta dei dubbi su come recensire questo libro. Perché per far capire di cosa si tratta dovrei fare un'anticipazione sul finale di uno dei libri della saga di "La spada della verità": precisamente il settimo. Però poi ho capito che forse avrei potuto trovare un modo per raccontarvelo. Anche se poi la parte di cui voglio parlare andrà inevitabilmente in spoiler.
Le vicende di questo libro parlando di Alexander Rahl, un semplice pittore che al suo 27mo compleanno riceve una busta con dentro la sua eredità: un ampio terreno che potrà decidere di tenere oppure di vendere interamente a una società indicata nel testamento. I problemi presto troveranno Alexander e farà una scoperta sorprendente su se stesso e sul suo passato. Il libro è ambientato ai giorni nostri e ha anche una critica abbastanza feroce contro quelli che si lasciano turlupinare dai sedicenti maghi e dalle fattucchiere. Fine di quello che potevo dirvi senza rovinarvi il piacere della lettura. Ora se avete letto il settimo libro della saga potete continuare. Altrimenti, non proseguite.
Questo libro in pratica risponde alla domanda che i lettori del settimo libro della saga si fanno in maniera naturale: cosa accadrà agli abitanti del mondo degli esilati una volta che Richard Rahl ha deciso di bandire coloro che non possiedono il dono? Il libro vuole essere una risposta a questa domanda. Nel nostro mondo la magia, la vera magia non esiste però... come fringe addicted non ho potuto fare a meno di pensare alla frase che Walter Bishop ha detto a suo figlio: "A friend of mine once wrote that sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic (un mio amico ha scritto una volta che una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia). Nel libro viene fatto spesso questo parallelo tra tecnologia e magia e effettivamente se ci pensiamo bene, ha il suo senso. Il libro funziona bene a più livelli. E' godibile per chi non ha letto la saga e ha dei sottili rimandi, talmente sottili che sono echi che hanno significato solo per chi ha amato la saga. L'unica cosa che rimprovero all'autore è semmai di aver voluto chiudere le vicende in maniera troppo sbrigativa. Probabilmente la sua intenzione era quella di fare un libro a sé stante e non di iniziare un nuovo ciclo e gli eventi gli hanno preso la mano. Sono curiosa di capire se deciderà di portare avanti questo ramo della storia oppure no. Cosa ne penso? Me lo sono mangiato in una giornata ed erano eoni che non accadeva.

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