18 giugno 2014

Tre libri: Multiversum, Il club delle ricette segrete, Il periplo di Baldassarre

Tornano le mie recensioni minime, ossia recensioni di libri che non meritano recensioni uniche per svariati motivi.
1) Il club delle ricette segrete di Andrea Israel, Nancy Garfinkel. E' la storia di due donne con la passione per la cucina, due donne che hanno condiviso una grandissima amicizia da adolescenti e che si sono divise da adulte per un grosso litigio. Assistiamo a questa corrispondenza fitta fatta di confidenze e ricette scambiate con un finale che a me è sembrato parecchio telefonato. Le ricette poi: pur essendo il motore principale della storia, risultano troppo a se stanti e poco presenti nel racconto. Il fatto di intervallare lettera e ricetta a volte mi è sembrato dispersivo. Giudizio? Carino. Può andare bene se non avete niente di meglio da leggere.
2) Il periplo di Baldassarre di Amin Aalouf. Ci troviamo a ridosso del 1666 , dichiarato da molti l'anno della Bestia, l'anno in cui dovrebbe avvenire l'Apocalisse. Il protagonista di questo libro è Baldassarre appunto, libraio di origine genovese, trasferito in terra muslim, che ricev in dono da un mendicante un libro chiamato "Il centesimo nome", un libro che dovrebbe contenere il centesimo nome di Dio, un libro che avrebbe proprietà miracolose e di cui tutti i librai, compreso lo stesso Baldassarre, negavano persino l'esistenza. Il libro però gli viene sottratto da un nobile francese, così su suggerimento del figlio maggiore, il libraio si mette in viaggio nel tentativo di recuperarlo. E' un viaggio non solo fisico ma anche psicologico in cui vengono messi in gioco i grandi interrogativi filosofici e spirituali del protagonista con un epilogo che ha anche il sapore di una rinascita. E' un buon libro e si lascia leggere e l'unica cosa che mi lascia l'amaro in bocca è come l'autore descrive le donne: si passa da una sorella debole e piagnucolosa a una moglie avuta in matrimonio combinato che è stata l'incubo per il protagonista. L'unica che sembrava avere qualche scintilla positiva, Marta, che sembrava volersi emancipare e decidere del proprio destino fa una fine ingloriosa scegliendo volontariamente di essere prigioniera di un marito che non le aveva dato notizia e che la tratta come se fosse un oggetto di proprietà. Forse funzionava così nel 1600 ma non può non lasciare nel lettore un senso di amaro appunto.
3) Multiversum di Leonardo Patrignani La trama: Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c’è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all’età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità.(tratta da anobii) Sono approdata a questo libro tramite una mia amica e, considerata la tematica che mi interessa dato il mio amore per Fringe, l'ho voluto leggere. Purtroppo però il libro non funziona da molteplici punti di vista. La caratterizzazione dei personaggi è molto povera tanto che non si riesce ad essere coinvolti davvero, non si riesce a empatizzare per loro. L'unico personaggio che presta qualche spunto interessante è quello di Marco, migliore amico di Alex, finito sulla sedia a rotelle a causa di un incidente, un nerd fatto e finito la cui intelligenza servirà a far comprendere cosa sta succedendo. Non arrivano Alex e Jenny, non arriva il mondo in rovina, tutto sembra una narrazione molto impersonale. Il libro è chiaramente concepito per essere il primo della saga, un primo libro le cui vicende non sono concluse e mi viene da sorridere se penso a come invece altri, con ben altre saghe, sono riusciti a chiudere le vicende pur lasciando fili aperti per i libri successivi. Immagino che creare una saga non sia materiale alla portata di tutti. Se avessi l'età dei protagonisti e se avessi letto meno libri di quanti ne ho letti ora forse mi potrebbe piacere. Forse, non ne sono sicura. Il target mi sembra chiaramente il pubblico adolescenziale appassionato dei recenti Divergent o di Twilight e, detto onestamente, non mi invoglia per niente ad aspettare il seguito. Bocciato su tutta la linea.

1 commento:

Silvia Azzaroli ha detto...

Vedo che ti ha colpito molto in positivo il libro Multiversum cara :p. Battute a parte, vedo che avevo ragione: le mie impressioni sulla trama si sono rivelate esatte. Sciapo, insipido, con personaggi stereotipati: il nerd bruttino, il figo, la gnocca. E ovviamente vende a palate..
Sembra carino quello di Bartolomeo sì, vedremo dai