20 luglio 2015

Se mai verrà il mattino

Leggere un libro di Anne Tyler dopo quello precedente è una boccata di ossigeno. Soprattutto perché lei è sempre così delicata nel suo descrivere le dinamiche interpersonali. E questo libro non fa eccezione.
Il protagonista è Ben Joe Hawkes, unico maschio di sette figli, nato a Sandhill, una cittadina del Nord Carolina che si è trasferito a New York alla ricerca del suo posto nel mondo. Improvvisamente però la grande mela gli è stretta, ha nostalgia di casa o meglio degli oggetti che ha lasciato nella sua casa d'origine, preoccupato com'è che le sue sorelle non le trattino con le dovute cure. Inoltre una delle sue sorelle le scrive delle lettere che gli appaiono come delle liste delle spese o delle malattie e non gli danno le informazioni che, invece, lui vorrebbe avere. Chiama a casa e la notizia che sua sorella Joanna è tornata a casa con la figlia lo fa decidere di mettersi sul primo treno per Sandhill. Una volta arrivato scopre che niente è come era prima. E' tutto cambiato, la sua nostalgia di casa era per qualcosa che ormai non esisteva più. Ben Joe ripercorre alcuni tratti del suo passato: la morte del padre, avvenuto nella casa dell'amante ormai diversi anni prima; rincontra una sua vecchia fiamma del liceo con cui riprende a frequentarsi. La realizzazione del fatto che il passato è passato e non può tornare indietro per Ben Joe avviene quando sua nonna riceve per telefono la notizia che un suo vecchio amico di infanzia é morto. Lui sconvolto lascia la casa d'origine e si rifugia da Shelley. E anche qui c'è un cambiamento. La donna non ha più voglia di starlo aspettare nel suo andare e venire da New York, non ha voglia di stare in attesa di un uomo che non si è reso conto che davanti a lui c'è una donna che l'ha sempre amato, anche se ha cercato invano di andare avanti comunque. Ben Joe si rende conto che ormai non appartiene più a quella cittadina e che New York è il suo posto ormai e chiede a Shelley di seguirlo con lui, di sposarlo. Splendida la visione finale, una visione mista a speranza e consapevolezza. Ormai il passaggio dall'adolescenza all'età adulta è avvenuta. Ben Joe è un uomo ora.
Non sapremo mai cosa accadrà dopo quel viaggio ma in fondo è davvero importante.
Sono questi i libri che amo di più. Libri in cui l'autrice descrive al meglio un'umanità variegata, un po' originale, lunatica certo ma con un gran cuore, nonostante tutto. Consigliato.

2 commenti:

Silvia Azzaroli ha detto...

Avrei bisogno di un libro così cara.
In parte lo è quello che sto leggendo, purtroppo ci sono quelle finestre sul passato che ammorbano.
La tua recensione mi ha fatto pensare ai film di Altman, realista, a volte crudele, ma nel contempo nostalgico e speranzoso.
Dovremmo vederci insieme Radio America

Krishel Mir ha detto...

Colpevolmente ammetto che non ho mai visto un film di Altman. Magari un giorno se trovo un link, perché no?